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PALERMO – I sindacati avevano lanciato nei giorni scorsi l’allarme, parlando di una progressiva riduzione della manodopera utilizzata per la realizzazione del passante ferroviario a partire da dicembre 2016 in poi, perché le attività vanno verso il completamento e il trend dei lavori è decrescente. Adesso arriva l’ufficialità e i primi 350 licenziamenti scatteranno a luglio, in anticipo rispetto alle previsioni delle organizzazioni sindacali. “Questo significa che per Palermo nei prossimi mesi ci saranno ulteriori lavoratori che andranno a ingrossare le fila dei disoccupati dell’edilizia. A questi si aggiungeranno anche gli altri licenziamenti che seguiranno a ruota nelle aziende affidatarie degli appalti dell’indotto Sis – dicono i segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Antonio Cirivello e Francesco Piastra – Un dato negativo, che stimiamo nella misura di almeno altri mille disoccupati in più, che si andrà ad appesantire la gravità della crisi dell’occupazione nell’edilizia nella provincia di Palermo”. “Fillea, Filca e Feneal – spiegano – ritengono urgente avviare col Comune di Palermo un confronto sia sul Patto per Palermo, sia per quanto riguarda i nuovi appalti che gli gli appalti fermi da troppo tempo. C’è un elenco di opere per 124 milioni, già finanziate, in fase di stallo, che da tempo chiediamo di far ripartire e basterebbero opportune manovre correttive e finanziarie per sbloccare. Nel confronto chiediamo si affronti anche il problema della legalità e del lavoro nero”.